Il Sindacato Autonomo dei Militari (SAM) conferma la propria disponibilità a sottoscrivere il rinnovo del Contratto 2025-2027 del Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico. Da parte del SAM non esistono rinvii, tentennamenti o giochi tattici. Ancor meno idee populiste. Oggi, però, la responsabilità politica di chiudere definitivamente questa partita non è più delle organizzazioni sindacali: è del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Il contratto è pronto al netto di un prossimo incontro sulla parte normativa. La firma del SAM è pronta. Manca soltanto un’assunzione di responsabilità del Governo attraverso un impegno politico formale sulla tutela del potere d’acquisto, sulla previdenza dedicata, sulla piena valorizzazione della specificità del Comparto e sulla riforma delle relazioni sindacali.
Il rinnovo consente di riconoscere aumenti economici sostanzialmente in linea con l’inflazione del triennio, come per tutto il pubblico impiego. Per un graduato si tradurrebbe, indicativamente, in circa 148 euro lordi mensili sulla parte fissa della retribuzione, oltre ad arretrati che, in caso di firma nelle prossime settimane, potrebbero attestarsi intorno ai 2.400 euro lordi, ossia 1900 euro lordi al netto dell’Indennità di Vacanza Contrattuale già corrisposta.
Per il SAM è altrettanto indispensabile chiudere rapidamente il contratto 2025-2027 per non compromettere la continuità contrattuale e consentire le attività propedeutiche della procedura negoziale per il triennio 2028-2030. Ritardare ancora significherebbe esporre il personale a una nuova vacanza contrattuale.
«Siamo pronti a firmare anche domani mattina. Chi continua a raccontare che il problema siano le organizzazioni sindacali dice semplicemente il falso. Oggi la scelta è esclusivamente politica. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni decida se vuole limitarsi a riconoscere gli aumenti economici oppure cogliere questa occasione per dare finalmente risposte anche sulla previdenza dedicata, sulla specificità del Comparto e su relazioni sindacali moderne ed efficaci. Senza questo impegno il Governo si assumerà la piena responsabilità del mancato rinnovo del contratto», dichiara Antonino Duca, Segretario Generale del SAM.
Il SAM chiede che il Governo assuma un impegno preciso a:
* verificare nel luglio 2027 la tutela del potere d’acquisto sulla base dei dati ISTAT e della Ragioneria Generale dello Stato;
* avviare entro il 2026 il percorso sulla previdenza dedicata, sulla specificità e sul reperimento di ulteriori risorse per il FESI;
* aprire i tavoli tecnici per la revisione della legge n. 46/2022 e per il rafforzamento delle relazioni sindacali.
«Non chiediamo aumenti non in linea con i dati, la storia dei 200€ è un falso montato ad arte da compagini populiste, ma non accetteremo che qualcuno scarichi sulle organizzazioni sindacali responsabilità che non hanno. Il SAM ha scelto una posizione chiara, trasparente e coerente: firmare il contratto in quanto in linea con il triennio inflativo è un atto dovuto e, nello stesso tempo, pretendere un’assunzione di responsabilità politica sulle questioni che il personale attende da anni. Adesso non ci sono più alibi. Se il Governo vuole chiudere il contratto può farlo subito. Se non lo farà, sarà evidente a tutti dove si è fermata questa trattativa», conclude Duca.











