25 Luglio 2026

Dire no al contratto significa dire no anche alle tutele

Una cosa che per molti potrà sembrare marginale, ma che in realtà dice molto.

Fa riflettere che certe critiche provengano proprio da alcune delle compagini che, nel corso del confronto in Funzione Pubblica, arrivarono ad affermare che «tanto i militari non studiano». Una dichiarazione che, personalmente, mi ha lasciato senza parole. Più che indignazione, ha suscitato amarezza, perché tradisce una visione distante dalla realtà e mortifica l’impegno di migliaia di donne e uomini in uniforme che ogni giorno investono nella propria formazione.

Eppure i fatti raccontano un’altra storia.

Grazie al lavoro del SAM non solo è stato chiarito e formalizzato ciò che ormai rappresentava una prassi consolidata in materia di utilizzo delle 150 ore di diritto allo studio, ma sono state anche ampliate le tutele a favore del personale.

In particolare, i colleghi potranno utilizzare questo istituto anche per i tempi di viaggio necessari a raggiungere la sede del corso, persino quando nella sede di servizio sia presente un istituto che eroga il medesimo percorso formativo. Una previsione che tutela la libertà di scelta del percorso di studi e riconosce le reali esigenze del personale, favorendo concretamente la crescita culturale e professionale dei militari.

Questo dimostra come un contratto non produca soltanto effetti economici. Contiene anche diritti, garanzie e norme che incidono concretamente sulla vita lavorativa del personale.

Per questo, scegliere di non sottoscrivere il contratto significa anche rinunciare a rendere immediatamente efficaci tutele come il rafforzamento del diritto allo studio, le misure a sostegno della genitorialità, gli interventi sullo straordinario, le nuove garanzie per il personale e gli impegni formalizzati su previdenza dedicata, specificità e ulteriori risorse.

In altre parole, dire “no” al contratto significa dire “no” anche a quei diritti che, una volta recepiti, migliorano concretamente la condizione dei militari.

Perché un contratto non è solo una busta paga: è lo strumento attraverso il quale si conquistano e si consolidano tutele destinate a durare nel tempo.

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