26 Agosto 2026

POLIZZA SANITARIA, DUE GARE SENZA ESITO. IL SAM: «DAL 1° OTTOBRE COPERTURA A RISCHIO, SERVONO SUBITO NUOVE RISORSE»

La questione della polizza sanitaria integrativa del personale militare è arrivata a un punto critico. Le prime due procedure avviate per l’affidamento della nuova copertura si sono concluse senza esito e l’attuale copertura arriva alla scadenza del 30 settembre 2026.

Dal 1° ottobre, pertanto, il rischio che il personale militare possa trovarsi temporaneamente senza la copertura sanitaria diretta non può più essere considerato soltanto teorico.

Il Sindacato Autonomo dei Militari (SAM) ritiene necessario intervenire immediatamente, evitando che una problematica finanziaria e amministrativa finisca per essere scaricata sulle donne e sugli uomini delle Forze Armate.

Il nodo, infatti, appare ormai evidente: le risorse disponibili non sono sufficienti rispetto alle attuali condizioni del mercato assicurativo. Se due procedure non hanno consentito di arrivare all’affidamento, continuare a ragionare esclusivamente sugli stessi stanziamenti rischia di non risolvere il problema.

Occorre quindi un intervento straordinario del Governo che consenta alla Difesa di disporre delle risorse necessarie per assicurare non soltanto la continuità della polizza, ma anche condizioni adeguate per il personale.

DUCA (SAM): «NON POSSIAMO SCOPRIRE IL 1° OTTOBRE CHE I MILITARI DEVONO PAGARE DI TASCA PROPRIA»

«Il tempo delle analisi sta terminando. Abbiamo una scadenza precisa, il 30 settembre, e due procedure che non hanno prodotto l’affidamento della nuova copertura. Adesso servono risposte altrettanto precise», dichiara Antonino Duca, Segretario Generale del Sindacato Autonomo dei Militari.

«La priorità immediata deve essere una: garantire che dal 1° ottobre nessun militare rimanga privo della copertura sanitaria. Non possiamo accettare che il personale sia eventualmente costretto ad anticipare di tasca propria visite, esami e prestazioni sanitarie aspettando poi di capire se, come e quando potranno essere rimborsate».

Per il SAM, tuttavia, sarebbe sbagliato limitarsi a cercare l’ennesima soluzione temporanea.

«Se il mercato ci sta dicendo che con queste risorse la copertura non è sostenibile, bisogna prenderne atto. Servono maggiori stanziamenti, perché la polizza sanitaria non può essere trattata come una voce residuale del welfare militare».

La questione assume ancora maggiore rilevanza considerando che lo stesso indirizzo politico della Difesa individua nel monitoraggio e nel rinnovo della polizza sanitaria integrativa uno degli strumenti di tutela del personale, con attenzione anche alla possibilità di ampliare le coperture.

IL SAM CHIEDE UN INTERVENTO IMMEDIATO

Per questo il SAM chiede al Governo e al Ministero della Difesa di individuare con urgenza le risorse aggiuntive necessarie a consentire l’affidamento della nuova copertura e, parallelamente, di rendere strutturale un maggiore finanziamento a partire dalla legge di bilancio 2027.

Non basta infatti evitare il vuoto del 1° ottobre. Occorre utilizzare questa criticità per ripensare complessivamente lo strumento: maggiori risorse pro capite, prestazioni più ampie, massimali adeguati, minori franchigie e scoperti e una maggiore attenzione alla tutela dei nuclei familiari.

«La specificità deve tradursi anche in welfare. La polizza sanitaria è stata una conquista importante e non possiamo permettere che venga indebolita proprio adesso. Chiediamo una soluzione immediata per ottobre e un investimento strutturale per il futuro. La salute del personale non può dipendere dall’esito dell’ennesima soluzione emergenziale», conclude Duca.

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