L’Atto di indirizzo 2026 del Ministro della Difesa, che traccia le priorità della programmazione 2027-2029, contiene indicazioni di particolare rilievo per il personale militare. Specificità, trattamento economico e previdenziale, welfare, famiglie, mobilità, alloggi, tutela sanitaria, formazione e valorizzazione delle professionalità entrano in maniera esplicita nella prospettiva strategica della Difesa.
Temi che, per il Sindacato Autonomo dei Militari – SAM, non rappresentano certamente una novità. Al contrario, molti dei contenuti dell’Atto intercettano direttamente rivendicazioni che il SAM sta portando avanti da tempo e che hanno caratterizzato anche il confronto legato agli ultimi rinnovi contrattuali.
Il documento ministeriale parte da un principio molto chiaro: «l’adeguamento dello Strumento militare passa anzitutto dal Personale». La Difesa individua quindi la necessità di avere personale adeguato per numero, composizione e competenze, meglio distribuito tra categorie, ruoli e gradi e sostenuto da profili professionali coerenti con le nuove esigenze operative e tecnologiche.
Ma è soprattutto il capitolo dedicato alla valorizzazione, al benessere e alla sostenibilità del personale ad assumere una rilevanza direttamente sindacale.
Specificità: non un privilegio, ma il riconoscimento di maggiori doveri
L’Atto riconosce espressamente che il militare è chiamato a operare in condizioni di rischio, fatica, disciplina e sacrificio superiori a quelle ordinariamente richieste, sottolineando come la specificità non costituisca un privilegio, ma il riflesso di doveri più gravosi e di una disponibilità permanente al servizio della sicurezza nazionale.
Da questa condizione viene fatta discendere la necessità di rafforzare le tutele sul piano professionale, economico, previdenziale, sociale e giuridico.
Un principio sul quale il SAM insiste da tempo: la specificità non può rimanere una definizione astratta, ma deve produrre effetti concreti sul trattamento riservato alle donne e agli uomini delle Forze Armate.
Lo stesso Atto compie un ulteriore passo, affermando che la specificità dovrà riflettersi anche sul trattamento economico e previdenziale, adeguandolo alle professionalità e all’impegno effettivamente richiesti. Per la componente operativa, in particolare quella “combat”, viene persino indicata la necessità di studiare un trattamento distinto rispetto al pubblico impiego ordinario.
Previdenza dedicata: una delle principali rivendicazioni del SAM
Particolarmente importante è il capitolo previdenziale.
L’Atto indica la possibilità di valutare un sistema capace di considerare, oltre all’età e all’anzianità, anche l’intensità e la gravosità effettive dell’impiego, arrivando a prospettare una correlazione tra trattamento, contribuzione, età pensionabile e impegno effettivamente prestato.
Per il SAM questo passaggio assume un significato preciso: rafforza ulteriormente la necessità di costruire finalmente un percorso concreto sulla previdenza dedicata al personale del Comparto Difesa e Sicurezza.
È una delle questioni che il Sindacato ha posto con forza nella fase contrattuale e sulla quale ha chiesto che il confronto non terminasse con la sottoscrizione del rinnovo.
DUCA: «NON PARTIAMO OGGI. SONO BATTAGLIE CHE PORTIAMO AVANTI DA TEMPO»
Sul documento interviene Antonino DUCA, Segretario Generale del Sindacato Autonomo dei Militari – SAM:
«Leggendo l’Atto di indirizzo troviamo molti dei temi che il SAM ha posto al centro della propria azione sindacale. Non partiamo certamente oggi. Previdenza dedicata, specificità, welfare, tutela delle famiglie, valorizzazione professionale e qualità della vita sono questioni sulle quali abbiamo assunto impegni precisi con il personale. Il fatto che oggi trovino spazio anche nell’indirizzo politico della Difesa rafforza la necessità di passare alla fase concreta.»
Per Duca, il punto centrale è proprio trasformare il riconoscimento politico della specificità in strumenti effettivi:
«Abbiamo sempre sostenuto che la specificità debba essere qualcosa di tangibile. Se al personale militare vengono richieste maggiore disponibilità, prontezza, mobilità, sacrificio e responsabilità, tutto questo deve trovare un corrispondente riconoscimento economico, previdenziale e sociale. È significativo che oggi sia lo stesso Atto di indirizzo a muoversi chiaramente in questa direzione.»
Welfare, famiglia, mobilità e caro-sede
L’Atto ministeriale delinea inoltre una concezione del welfare particolarmente ampia.
Vengono richiamati trattamento economico e previdenza, tutele sociali, servizi di sostegno e copertura sanitaria integrativa per personale, famiglie e veterani, qualità degli ambienti di lavoro, supporto alla mobilità e trattamento economico adeguato al costo della vita delle sedi di servizio, in Italia e all’estero.
Un tema, quello del diverso costo della vita nelle sedi, che assume particolare rilevanza per un personale strutturalmente soggetto alla mobilità sul territorio nazionale.
A questo si aggiunge la questione alloggiativa, che l’Atto considera parte integrante del benessere e fattore capace di incidere sulla motivazione e sulla capacità della Difesa di trattenere le professionalità necessarie. Viene indicata la necessità di agevolare l’accesso agli alloggi soprattutto nelle aree dove disponibilità limitata e prezzi elevati incidono maggiormente sulle famiglie, intervenendo contemporaneamente sul patrimonio abitativo e sulla qualità della sua gestione.
Sono questioni che, secondo il SAM, devono ora essere tradotte in politiche capaci di incidere realmente sulla qualità della vita del personale e delle rispettive famiglie.
Formazione e professionalità: riconoscere competenze e responsabilità
Un altro terreno importante riguarda la valorizzazione professionale.
L’Atto indica la necessità di costruire percorsi di carriera più chiari, garantire formazione continua e sviluppare sistemi di valutazione capaci di riconoscere responsabilità, competenze e complessità degli incarichi.
La trasformazione tecnologica della Difesa rende questo tema ancora più attuale. Cyber, spazio, intelligenza artificiale, sistemi autonomi e digitalizzazione richiedono professionalità sempre più elevate e una formazione continua. Il documento richiama infatti anche reskilling, autoformazione, competenze trasversali e percorsi specialistici.
Per il SAM, investire nella formazione deve significare anche riconoscere e valorizzare le competenze acquisite dal personale, evitando che professionalità sempre più sofisticate rimangano prive di un adeguato riconoscimento.
DUCA: «LA LEGGE DI BILANCIO 2027 SARÀ UNA DELLE PRIME LEVE DECISIVE»
Il vero passaggio, tuttavia, sarà quello delle risorse.
«Un Atto di indirizzo traccia una direzione, ma per trasformare quella direzione in risultati servono norme e soprattutto risorse. Per questo guardiamo con particolare attenzione alla prossima legge di bilancio 2027, che rappresenterà una delle prime vere leve attraverso le quali iniziare a dare risposte concrete.»
Duca collega direttamente questo passaggio alla linea seguita dal SAM nel rinnovo contrattuale:
«Quando abbiamo scelto di sottoscrivere il contratto abbiamo detto chiaramente che quella firma non rappresentava la fine del percorso. La continuità contrattuale era e rimane una parte della nostra strategia, ma parallelamente abbiamo posto questioni che necessitano di strumenti diversi dal contratto. Previdenza dedicata e specificità sono tra queste. La legge di bilancio 2027 sarà quindi uno dei primi momenti nei quali verificare la capacità di trasformare gli impegni e gli indirizzi politici in risorse concrete.»
Un rapporto strutturato con le rappresentanze sindacali
C’è poi un elemento dell’Atto che il SAM considera particolarmente significativo.
Dopo aver affrontato welfare, trattamento economico, previdenza, alloggi e condizioni del personale, il documento stabilisce che dovrà essere mantenuto un «rapporto strutturato con le Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari», ricercando un equilibrio tra le istanze del personale, le esigenze organizzative e la specificità dello status militare.
Per il SAM è un’indicazione che deve ora tradursi in un metodo concreto di confronto:
«Il Ministro indica anche il metodo: un rapporto strutturato con le rappresentanze sindacali. Il SAM è pronto a fare la propria parte, con proposte sostenibili e con la stessa responsabilità dimostrata nella fase contrattuale. Ma confronto significa anche individuare priorità, strumenti, risorse e tempi.»
«INVESTIRE NELLA DIFESA SIGNIFICA INVESTIRE ANCHE NELLE PERSONE»
La questione, secondo Duca, va inserita in una prospettiva più ampia:
«Quando si parla di investimenti nella Difesa non si può pensare esclusivamente a mezzi, infrastrutture e sistemi d’arma. Il personale è il principale fattore che rende realmente operative tutte queste capacità. Non esiste innovazione tecnologica senza persone formate, non esiste prontezza senza personale motivato e non esiste uno Strumento militare sostenibile se non siamo capaci di tutelare chi ne fa parte e le rispettive famiglie.»
La conclusione del Segretario Generale del SAM guarda quindi direttamente ai prossimi mesi:
«L’Atto di indirizzo mette nero su bianco principi importanti e molti di questi coincidono con battaglie che il SAM porta avanti da tempo. Adesso dobbiamo trasformarli in risultati. Previdenza dedicata, specificità, welfare, famiglia, valorizzazione professionale e qualità della vita saranno al centro della nostra azione. La legge di bilancio 2027 rappresenterà una delle prime occasioni concrete per dare gambe a questo percorso. Gli indirizzi ci sono. Adesso servono le risposte e, soprattutto, le risorse.»
SINDACATO AUTONOMO DEI MILITARI – SAM Antonino DUCA – Segretario Generale










