di Antonino Duca
Segretario Generale SAM – Sindacato Autonomo dei Militari
Lo abbiamo detto sul FESI e non abbiamo alcuna difficoltà a ripeterlo oggi sul rinnovo contrattuale: BASTA ALLARMISMI E DISINFORMAZIONE.
Una cosa è fare sindacato con slogan, dirette social e proclami. Un’altra è farlo con lo studio delle norme, la presenza ai tavoli negoziali e la capacità di portare risultati concreti.
Quando temi delicati come il contratto vengono affrontati in maniera superficiale, populistica o volutamente distorta, il rischio è uno solo: mettere i militari gli uni contro gli altri.
E questo, nel comparto Difesa, rappresenta un danno enorme.
La coesione interna non è uno slogan. È uno dei valori fondanti delle Forze Armate e alimentare false aspettative o diffondere informazioni prive di fondamento significa indebolire proprio quel rapporto tra pari patrimonio che tutti dovremmo difendere.
È francamente inaccettabile assistere a personaggi senza alcuna competenza specifica – e, talvolta, perfino a rappresentanti di APCSM – che continuano a raccontare scenari inesistenti, ignorando completamente il quadro normativo e contrattuale.
Facciamo allora un po’ di chiarezza.
Il rinnovo contrattuale riguarda tutta la Pubblica Amministrazione
Per tutto il pubblico impiego sono già previste risorse strutturali che determinano incrementi economici pari a:
- 2025: +1,8% (circa 60 euro lordi mensili);
- 2026: +3,6% (circa 110 euro lordi mensili);
- 2027: +5,9% (circa 170 euro lordi mensili).
La Legge di Bilancio 2025 ha finalmente ripristinato una programmazione stabile delle risorse contrattuali.
Sono stati stanziati:
- 10 miliardi di euro per il triennio 2025-2027;
- 11 miliardi di euro per il triennio 2028-2030.
Una scelta che interrompe il meccanismo degli ultimi rinnovi, nei quali i primi due anni servivano sostanzialmente a finanziare la sola Indennità di Vacanza Contrattuale.
Oggi, invece, esiste una copertura strutturale che consente di programmare rinnovi continui e non più interventi emergenziali.
Il contratto 2022-2024 ha aperto questa strada
Questa continuità non nasce per caso. È il risultato dell’accordo sottoscritto nel 2024 relativo al triennio 2022-2024. Una firma che qualcuno ha criticato, ma che ha consentito di costruire un modello completamente diverso rispetto al passato.
Per il SAM la continuità contrattuale non è un favore al Governo. È una necessità. Lo è per la credibilità della contrattazione. Lo è soprattutto per il recupero del potere d’acquisto eroso da anni di blocchi stipendiali e dall’impennata inflazionistica registrata nel 2022 e nel 2023.
I fatti stanno dando ragione a questo percorso
Basta osservare quanto sta accadendo negli altri comparti della Pubblica Amministrazione.
Istruzione e Ricerca
Il CCNL 2025-2027 è stato sottoscritto l’ 1 aprile 2026.
Tra i firmatari figurano anche organizzazioni sindacali che non avevano sottoscritto il contratto precedente come la CGIL.
Funzioni Centrali
Il CCNL 2025-2027 è stato firmato il 9 giugno 2026.

Anche qui tutte le principali organizzazioni sindacali hanno condiviso il percorso, comprese quelle che avevano scelto di non firmare il precedente rinnovo come la CGIL.
Il messaggio è evidente.La continuità contrattuale oggi viene riconosciuta da tutti.
Gli altri comparti e il nostro comparto
Attualmente sono in fase conclusiva le trattative riguardanti:
- Difesa e Sicurezza;
- Sanità;
- Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- Enti Locali.
Sono tavoli ormai prossimi alla definizione.
FAKE NEWS “Gli aumenti non coprono l’inflazione”. Falso !!!
Lo dicono i dati.
Persino il Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini, commentando il rinnovo delle Funzioni Centrali ha dichiarato:
> “L’ipotesi di accordo torna a tutelare i salari delle lavoratrici e dei lavoratori, prevedendo aumenti retributivi superiori all’inflazione prevista. È inoltre introdotto un meccanismo di verifica successivo a salvaguardia del potere d’acquisto.”
Tra l’altro lo stesso principio e meccanismo verifica che il SAM ha chiesto venga applicato anche al comparto Difesa e Sicurezza.
Naturalmente per tutta la Pubblica Amministrazione esistono ancora differenze da recuperare rispetto alle perdite accumulate negli anni passati. Nessuno lo nega. Ma proprio la Leggi di Bilancio 2025 nonché 2026 introducono strumenti che vanno nella direzione di colmare progressivamente quel divario.
Tra questi come già detto troviamo :
- misure di defiscalizzazione;
- rinnovi contrattuali continui;
- stanziamenti già programmati anche per il triennio 2028-2030.
Rinnovo 2025/2027 Comparto Difesa e Sicurezza: Cosa significa concretamente per il personale militare
L’impianto oggi in discussione prevede un aumento medio a regime nel 2027 così distribuito:
- 173 euro lordi sulla parte fissa;
- 15 euro lordi destinati alla parte accessoria.
Per un Graduato questo significa, a regime:
- circa 148 euro lordi mensili sulla parte fissa (circa 100 euro netti);
- circa 2.400 euro di arretrati lordi, se il contratto venisse definito nelle prossime settimane, che si traducono in circa 1.900 euro lordi, al netto dell’Indennità di Vacanza Contrattuale già percepita.
- A questo si aggiungono circa 9 milioni euro destinati alla componente accessoria che il SAM ha chiesto di destinare integralmente al FESI, incrementando così stabilmente il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali.
La partita non finisce con la firma
Il rinnovo del contratto non rappresenta il punto di arrivo. Rappresenta l’inizio della fase successiva.
Il SAM è già al lavoro affinché nella prossima Legge di Bilancio vengano reperite ulteriori risorse per:
- incrementare il FESI;
- rafforzare la previdenza dedicata;
- aumentare ulteriormente la quota accessoria;
- valorizzare economicamente la specificità militare.
FAKE NEWS: “La Polizia ha un contratto diverso”
Anche questa è una ricostruzione completamente errata. Le misure economiche sono coordinate per tutto il comparto Difesa e Sicurezza.
Le organizzazioni sindacali delle Forze di Polizia a ordinamento civile stanno perseguendo lo stesso obiettivo: chiudere rapidamente il tavolo contrattuale affinché il personale possa ricevere gli aumenti e gli arretrati.
Non esistono scorciatoie. Esiste solo il lavoro negoziale.
Le priorità del SAM
Per noi la firma del contratto rappresenta soltanto una tappa. Le nostre rivendicazioni restano chiare:
- incremento strutturale del FESI quale finanziamento della specificità militare;
- previdenza dedicata;
- misure permanenti di defiscalizzazione;
- aumento stabile delle risorse destinate al trattamento accessorio;
- prosecuzione della continuità contrattuale.
Meno propaganda. Più risultati.
Alimentare discussioni basate su stime irrealistiche, che non corrispondono alla realtà dei fatti, è pericoloso, soprattutto nel delicato contesto storico che stiamo vivendo. Creare aspettative impossibili da soddisfare significa soltanto alimentare delusione e sfiducia tra il personale.
Stravolgere l’intero impianto contrattuale non è possibile. È invece possibile, e questa è la strada che stiamo percorrendo con determinazione, costruire un percorso serio e credibile fatto di confronto, proposte concrete e risultati progressivi. È così che si tutelano realmente gli interessi dei militari.
Il personale militare ha bisogno di certezze, non di slogan.
Ha bisogno di organizzazioni sindacali che studino i provvedimenti, partecipino alle trattative e abbiano il coraggio di dire la verità, anche quando è meno conveniente.
Il SAM continuerà a farlo. Perché fare sindacato significa assumersi la responsabilità delle proprie parole. E, soprattutto, delle proprie firme. Solo così si costruisce credibilità e si difendono davvero i diritti del personale, senza alimentare illusioni o promesse irrealizzabili.











