28 Maggio 2026

Innovazioni Giurisprudenziali in Materia di Causa di Servizio per Esposizione a Uranio Impoverito e Nanoparticell

Recentemente, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha emesso le sentenze nn. 12, 13, 14 e 15 del 2025, che hanno risolto un lungo contrasto giurisprudenziale sul riconoscimento delle patologie legate al servizio militare in contesti di esposizione a uranio impoverito e nanoparticelle. Queste pronunce sono fondamentali per chiarire il riconoscimento delle malattie tumorali ed ematologiche contratte dai militari esposti a tali rischi nei teatri operativi esteri e nei poligoni di tiro.

Per anni, la giurisprudenza è stata caratterizzata da orientamenti divergenti, creando incertezza tra militari in situazioni simili. Alcuni tribunali richiedevano prove scientifiche dirette del nesso causale, spesso impossibili da ottenere, mentre altri adottavano un approccio più garantista, considerando una presunzione di rischio basata sull’esposizione documentata a metalli pesanti.

Il Consiglio di Stato ha affidato la questione all’Adunanza Plenaria per porre fine a queste discrepanze, sostenendo l’applicabilità dell’art. 603 del Codice dell’Ordinamento Militare anche in materia di causa di servizio. Le recenti sentenze hanno chiarito che esiste una presunzione relativa del nesso causale tra esposizione e insorgenza di malattie, che può essere confutata solo se l’Amministrazione dimostra cause estranee al servizio.

Questa innovazione giurisprudenziale ha implicazioni significative sul piano previdenziale ed economico. Il riconoscimento della causa di servizio permette l’accesso a pensioni privilegiate e indennizzi, e protegge i militari da conseguenze economiche negative come la decurtazione dello stipendio. Anche la Corte dei Conti d’Appello ha modificato il suo approccio, rendendo più accessibile il riconoscimento della causa di servizio.

Inoltre, mentre il diniego della causa di servizio deve essere impugnato entro termini specifici, quello della pensione privilegiata può essere contestato in qualsiasi momento, poiché il diritto alla pensione è imprescrittibile.

Queste pronunce rappresentano una svolta storica, assicurando una tutela più efficace dei diritti dei militari esposti a rischi ambientali, e mettendo fine a un periodo di incertezza interpretativa.

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