22 Settembre 2026

SINDACATI CONVOCATI DAL GOVERNO: DALLE PROMESSE AI FATTI

La firma non è mai stata, per il SAM, un punto di arrivo. È stata una scelta precisa: esserci, incidere e trasformare gli impegni assunti in risultati concreti per il personale.

Oggi il Governo apre il confronto con le rappresentanze sindacali militari su temi centrali quali previdenza dedicata, tutele sindacali e diritti del personale.

Ed è singolare assistere oggi alle rivendicazioni di chi si vanta di partecipare a un tavolo nel quale, fino a ieri, non aveva creduto al punto da scegliere di non sottoscrivere l’Accordo.

Il SAM ha fatto una scelta diversa. Ha sottoscritto quell’Accordo, ne ha assunto pubblicamente la responsabilità e ha ritenuto che la firma rappresentasse uno strumento per aprire nuovi spazi negoziali e portare le istanze del personale ai successivi tavoli istituzionali.

È giusto che sulle grandi questioni che riguardano i militari il confronto sia il più ampio possibile. Ma la partecipazione di oggi non cancella le scelte di ieri.

Chi ha deciso di non sottoscrivere l’Accordo ha esercitato legittimamente una propria scelta e ne porta la responsabilità sindacale. Presentare oggi la partecipazione ai nouveaux tavoli come un risultato proprio, ignorando la posizione assunta al momento della firma, significa offrire al personale una rappresentazione incompleta del percorso.

Restano, peraltro, distinte le attività direttamente discendenti dall’Accordo sottoscritto, tra cui il confronto sul FESI e il tavolo di verifica collegato all’andamento dell’inflazione, nei termini e secondo le prerogative individuate dall’Accordo stesso alle organizzazioni firmatarie.

Il SAM continuerà quindi sulla strada intrapresa: confrontarsi, pretendere il rispetto degli impegni sottoscritti e misurare ogni risultato sui benefici concreti ottenuti per il personale.

Le posizioni possono cambiare e i comunicati possono essere riscritti.

Gli atti sottoscritti, invece, restano.

SAM

Competenza. Coerenza. Risultati.

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