Organici, riordino delle carriere, indennità, caro vita, alloggi e previdenza dedicata le priorità.
ROMA, 8 OTT – «Valutiamo nel complesso positivamente questo primo provvedimento volto al rafforzamento e all’adeguamento dello strumento militare. È un passaggio importante che richiede un confronto in fase di attuazione con le apcsm, ma ora attendiamo con altrettanta attenzione quello annunciato sul personale. Non possiamo continuare ad aumentare capacità operative, compiti e responsabilità senza adeguare gli organici e garantire condizioni economiche, professionali e familiari sostenibili». Lo dichiara Antonino Duca, segretario generale del Sindacato Autonomo dei Militari (SAM), in occasione dell’audizione presso la Commissione Affari esteri e Difesa del Senato sul ddl A.S. 2028.
«La crisi di attrattività della professione militare richiede interventi strutturali. Il caro vita, il costo degli affitti e le difficoltà abitative incidono sempre più sulla disponibilità alla mobilità e sulla capacità di attrarre e trattenere personale. Non possiamo chiedere a un militare di trasferirsi dove serve allo Stato senza garantirgli le condizioni economiche per vivere dignitosamente. Servono una politica alloggiativa strutturale della Difesa, il recupero del patrimonio abitativo esistente, nuove soluzioni per il personale e un adeguamento delle indennità di trasferimento ai costi effettivamente sostenuti», sottolinea Duca.
«È indispensabile anche un riordino organico dei ruoli e delle carriere, che riconosca competenze e responsabilità effettivamente esercitate, insieme a una revisione del sistema delle indennità. Occorre riconoscere economicamente le responsabilità di comando, a partire dai comandanti di squadra, e valorizzare il personale logista e le professionalità specialistiche, come previsto per il settore cyber. Serve inoltre favorire il ricambio generazionale attraverso strumenti dinamici in uscita, senza penalizzazioni previdenziali».
Sul fronte previdenziale, Duca evidenzia che «il tavolo tecnico del prossimo 13 ottobre presso la Funzione Pubblica deve produrre risultati concreti, sostenuti da risorse certe già nella prossima legge di bilancio».
«Il provvedimento sullo strumento e quello atteso sul personale devono essere parte di una visione complessiva. Non possiamo costruire una Difesa tecnologicamente più avanzata ma umanamente sempre più fragile. Il personale resta il sistema d’arma più importante della Difesa e deve tornare al centro delle scelte politiche», conclude Duca.










