13 Marzo 2026

Rimborsi missione: superato il vincolo di tracciabilità. NON É REDDITO IMPONIBILE

Grazie all’impegno del SAM, che sin da subito è sceso in campo sulla questione, con le ultime modifiche introdotte dal Decreto Sicurezza 2026, cambia in modo sostanziale la disciplina sui rimborsi delle spese di missione.

La Legge di Bilancio 2025, intervenendo sull’articolo 51 del TUIR, aveva infatti previsto che vitto, alloggio e trasporti non di linea potessero essere rimborsati senza tassazione solo se le spese erano sostenute con strumenti di pagamento tracciabili. Nel caso di pagamenti in contanti, invece, erano  considerati reddito imponibile.

Una regola nata per rafforzare la tracciabilità e il contrasto all’evasione, ma che nella pratica si era rivelata poco compatibile con le esigenze operative del personale in missione sul territorio nazionale.

Proprio per rispondere a questa esigenza, il Decreto Sicurezza 2026, pubblicato sulla G.U. – Serie Generale – n. 45 del 24.02.2026. Articolo 14, comma 2. Modifiche all’art. 51, comma 5 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dall’articolo 1, comma 81, della Legge 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025).  ha introdotto una deroga specifica per il comparto Difesa e Sicurezza e pertanto i rimborsi delle spese di missione non concorrono alla formazione del reddito, sia che le spese siano state sostenute con carta, sia in contanti.

La norma ha effetto retroattivo dal 1° gennaio 2025, sanando tutte le situazioni già avvenute e assicurando che nessun rimborso legittimo venga più sottoposto a tassazione, purché la spesa sia adeguatamente documentata.

Questa modifica rappresenta un risultato concreto e atteso, reso possibile grazie all’impegno di SAM, che da tempo aveva portato all’attenzione del Governo le difficoltà operative vissute dal personale sul campo.

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