Nella giornata odierna si è svolto un incontro presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, durante il quale è stata presentata la determinazione per il 2026 del progetto relativo all’attivazione di centri estivi a favore dei figli del personale militare dell’Esercito.
Il progetto, in studio dal 2021, ha visto la sua attivazione nel 2025. Nell’ambito delle interlocuzioni il SAM ha sempre fornito il proprio contributo, chiedendo la consolidazione e il potenziamento del servizio.
“Quanto sosteniamo e richiediamo da tempo con il SAM si sta concretizzando in favore del personale”, ha dichiarato Antonino Duca, Segretario Generale del Sindacato Autonomo dei Militari. “Riconosciamo il lavoro dello V Reparto dello SME e lo sforzo compiuto per avviare e potenziare un servizio necessario e non più procrastinabile per il personale dell’Esercito.”
Saranno 37 le strutture attivate su tutto il territorio nazionale, da Bolzano a Palermo, concentrate nelle sedi con maggiore densità di caserme dell’Esercito, nel limite delle risorse disponibili, che per il 2026 sono state incrementate a quasi un milione di €
“Il progetto rappresenta un ulteriore passo concreto verso un welfare attagliato alla specificità militare, che offre un supporto concreto alla genitorialità.” Continua Duca.
Tra le novità rispetto all’anno passato: si passa da 25 a 37 strutture; potranno essere accolti 740 bambini a settimana; viene favorita l’inclusione di bambini con disabilità; sarà possibile presentare domanda indipendentemente dalla sede di servizio o di residenza; gli enti pilota potranno attivare il servizio in base al calendario scolastico regionale.
“Continueremo a lavorare e collaborare con lo Stato Maggiore e con lo V Reparto — conclude Duca — al fine di rendere il progetto sempre più efficiente ma soprattutto il più capillare possibile anche in quelle regioni che hanno una densità più bassa di famiglie militari che attualmente non possono essere coperte stando le attuali risorse, per questi motivi chiediamo stanziamenti ad hoc per alimentare questo istituto”.










