Tesseramento 2024

05 Luglio 2023

“Mandiamo l’Esercito!” …ma senza risorse

Ecco che per l’ennesima volta quel “Mandiamo l’Esercito” è l’idea che risuona talmente tanto che sembrerebbe, in questa calda estate, qualcuno stia pensando di aumentare il dispositivo dell’ “Operazione Strade Sicure”.

Sono solo voci, nulla di certo, ma queste voci continuano a risuonare negli ambienti romani. E siccome le voci, accompagnate anche da qualche selfie con la politica prendono la forma di emendamenti “spot”, riteniamo opportuno mettere le mani avanti.

Sia chiaro! La scrivente Associazione è perfettamente conscia del proprio ruolo e non ha alcuna intenzione di entrare nel merito ovvero nello svolgimento dell’attività operativa, ma non possiamo retrocedere nel ricordare e rimarcare le criticità che ancora oggi sussistono nell’ambito del dispositivo.

Criticità che da tutti gli attori in campo, dalle parti sociali, alla linea di comando, sono state ben delineate nell’ambito dell’indagine conoscitiva “Sulle condizioni del personale militare impiegato nell’Operazione « Strade Sicure »” nella scorsa legislatura.

Da allora ad oggi le carenze in riferimento al benessere del personale impiegato risultano in pratica le stesse e sono, di fatto, determinate tra due fattori: dai fondi infrastrutturali agli organici.

Partendo dalla situazione alloggiativa, della quale non possiamo dimenticare i famosi “cameroni” con bagni in comune in cui non è possibile garantire adeguati standard qualitativi di vita, che da tempo si prova a migliorare con i pochissimi fondi a disposizione (attingendo da quelli “a bilancio” delle Forza Armata) e di cui si vedono sì miglioramenti, ma con tempistiche necessariamente protratte nel tempo.

Fino ad arrivare alle mansioni attualmente assegnate al personale in operazione, reputate non sempre in linea con l’alta professionalità acquisita attraverso l’addestramento specifico al quale i nostri militari sono stati sottoposti. Infatti, come emerge dalla stessa indagine conoscitiva, parliamo di personale preparato per impiegare sistemi d’arma complessi e costosi, addestrato ad operare in condizioni estreme nei settori più svariati ma impiegato, per un compito a carattere rutinario e comunque non del tutto consono all’addestramento e alle capacità possedute, con conseguente risultato, in alcuni casi, di un “giustificatocalo motivazionale nel personale.

Passando, infine, con le evidenti differenze con chi svolge il medesimo servizio ma con uniforme di colore diverso.

Oltre modo, non è da sottovalutare la cronica carenza organica, con conseguente risultato che ad oggi troviamo aliquote di personale,per esempio, “in operazione” da Aprile 2022 ad oggi (e per i prossimi mesi) tra le più importanti piazze come Milano, Roma e Torino.

Ribadiamo: lungi da noi voler entrare nel merito, ma non possiamo che ricordare che quanto scritto non è frutto di fantasia ma di atti parlamentari che chi fa certe proposte dovrebbe ben conoscere e che pertanto dovrebbe essere ben conscio che a queste richieste di aumento del dispositivo, dovrebbero seguire anche il necessario incremento delle risorse organiche e economiche al fine di garantire il giusto optempo per il personale ancorché infrastrutture idonee a poterlo accogliere. 

L’Esercito farà sempre il suo compito al meglio, ne siamo sicuri, ma chi decide di “mandarlo” dovrebbe quanto meno ricordarsi non solo in emergenza delle necessità di uomini e donne che lo compongono. Per questo, da chi propone di “Mandare L’Esercito“, ci aspettiamo un serio concreto intervento.

Ma non solo, non dobbiamo dimenticare le annose questioni ancora aperte a partire dalla previdenza “dedicata”, ad un contratto già scaduto ed una politica del welfare attagliata al nostro lavoro: serve norma quadro sulla specificità che possa permettere di vivere in modo dignitoso.

Su tutto questo e ciò che ne consegue non retrocederemo di un passo!

FOTO PRESA DA https://www.difesaonline.it/news-forze-armate/terra/strade-sicure-padova-e-vicenza

Articoli