SAM INFORMA – L’incentivo alla permanenza in servizio consente, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa, di incrementare la retribuzione netta attraverso la corresponsione in busta paga della quota contributiva a carico del lavoratore.
Il cosiddetto Bonus Giorgetti rappresenta un’interessante opportunità per il personale militare che abbia maturato determinati requisiti pensionistici e scelga di proseguire il servizio.
La misura, confermata anche per il 2026, consente ai lavoratori aventi diritto di beneficiare di un incremento della retribuzione disponibile, senza modificare il trattamento economico fondamentale e senza richiedere all’Amministrazione il riconoscimento di nuove indennità.
Si tratta di una facoltà individuale che merita di essere conosciuta e approfondita, soprattutto da parte del personale prossimo al pensionamento.
COS’È IL BONUS GIORGETTI E COME FUNZIONA
L’incentivo al posticipo del pensionamento, disciplinato dall’articolo 1, comma 286, della Legge n. 197/2022 e dalle successive modifiche, permette al lavoratore che soddisfa i requisiti di legge di rinunciare all’accredito della quota di contribuzione previdenziale a proprio carico.
La quota contributiva, anziché essere versata all’ente previdenziale, viene corrisposta direttamente al lavoratore in busta paga.
Il principale vantaggio consiste nella possibilità di disporre immediatamente di una somma aggiuntiva, che beneficia del trattamento fiscale agevolato previsto dalla normativa.
La contribuzione a carico del datore di lavoro continua invece a essere regolarmente versata.
QUANTO SI PUÒ GUADAGNARE IN PIÙ?
Per il personale militare, assumendo un’aliquota contributiva a carico del lavoratore dell’8,80%, l’incremento economico può risultare significativo.
A titolo puramente esemplificativo:
| Imponibile previdenziale mensile | Incentivo mensile teorico |
| 2.000 € | 176 € |
| 2.500 € | 220 € |
| 3.000 € | 264 € |
| 3.500 € | 308 € |
| 4.000 € | 352 € |
Gli importi sono indicativi e devono essere verificati sulla base dell’effettiva aliquota contributiva applicata e delle singole voci retributive.
Su un imponibile previdenziale mensile di 3.000 euro, ad esempio, il beneficio teorico potrebbe raggiungere 264 euro mensili, corrispondenti a 3.168 euro nell’arco di dodici mensilità.
L’incentivo costituisce quindi una possibilità concreta di incremento della liquidità disponibile per il personale che possiede i requisiti richiesti.
CHI PUÒ ACCEDERE ALL’INCENTIVO?
La disciplina per il 2026 fa riferimento ai lavoratori che maturano, entro il 31 dicembre dello stesso anno, i requisiti per la pensione anticipata ordinaria previsti dall’articolo 24, comma 10, del D.L. n. 201/2011.
I requisiti contributivi ordinari sono:
-
42 anni e 10 mesi per gli uomini;
-
41 anni e 10 mesi per le donne.
Per il personale militare, tuttavia, occorre considerare le particolarità del sistema previdenziale di settore.
L’ordinamento militare prevede infatti specifiche regole in materia di pensionamento e maggiorazioni dei periodi di servizio.
Pertanto, l’effettiva possibilità di accesso all’incentivo deve essere verificata individualmente, tenendo conto dell’anzianità contributiva riconosciuta dall’INPS e delle disposizioni applicabili.
Il beneficio non deve essere considerato automaticamente spettante a tutto il personale che abbia maturato i requisiti pensionistici speciali previsti per i militari.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
Il personale interessato può richiedere l’incentivo attraverso i servizi telematici dell’INPS, utilizzando le proprie credenziali digitali, oppure avvalendosi dell’assistenza di un patronato.
L’Istituto verifica la posizione assicurativa e la sussistenza dei requisiti richiesti, comunicando l’esito secondo le procedure previste.
Prima di presentare la domanda è consigliabile verificare:
-
L’anzianità contributiva effettivamente riconosciuta.
-
La data di maturazione dei requisiti pensionistici.
-
L’imponibile previdenziale riportato nel cedolino stipendiale.
-
La decorrenza del beneficio e gli effetti sulla futura pensione.
L’incentivo non viene riconosciuto automaticamente: è necessaria un’esplicita manifestazione di volontà da parte dell’interessato.
QUALI SONO GLI EFFETTI SULLA PENSIONE?
Un elemento da considerare riguarda la posizione previdenziale individuale.
Durante il periodo di applicazione del Bonus Giorgetti, la quota contributiva a carico del lavoratore non viene accreditata alla posizione pensionistica, mentre continua a essere versata quella a carico dell’Amministrazione.
Questo comporta una minore alimentazione del montante contributivo individuale rispetto alla prosecuzione ordinaria dei versamenti.
L’effettiva incidenza sulla futura pensione dipende dal sistema di calcolo applicabile, dalla durata dell’incentivo e dalla situazione previdenziale personale.
È quindi opportuno valutare il beneficio attraverso una simulazione che consenta di confrontare l’incremento economico immediato con gli eventuali effetti sul trattamento pensionistico.
IL SAM: INFORMARE PER CONSENTIRE UNA SCELTA CONSAPEVOLE
Il Sindacato Autonomo dei Militari (SAM) ritiene importante portare all’attenzione del personale tutte le opportunità previste dall’ordinamento che possano tradursi in un vantaggio economico concreto.
Il Bonus Giorgetti costituisce uno strumento che, nelle condizioni previste dalla legge, può consentire al militare prossimo al pensionamento di incrementare la propria disponibilità economica durante la permanenza in servizio.
La sua convenienza non è necessariamente identica per tutti e deve essere valutata considerando la posizione previdenziale individuale.
Conoscere le opportunità offerte dalla normativa significa poter assumere decisioni più consapevoli sulla propria retribuzione e sul proprio futuro pensionistico.
Il SAM invita pertanto il personale potenzialmente interessato a verificare la propria posizione contributiva e ad approfondire, attraverso i canali istituzionali competenti, le condizioni per accedere al beneficio.
SAM – SINDACATO AUTONOMO DEI MILITARI
Informazione, competenza e tutela al servizio del personale militare.










