Le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari USMIA Interforze e SAM esprimono forte preoccupazione per le modalità con cui è stato avviato l’esame dello Schema di decreto legislativo recante la revisione della struttura organizzativa e ordinativa della Sanità Militare, trasmesso dal Gabinetto del Ministro in data 21 novembre.
Pur riconoscendo l’importanza strategica della riforma, le sigle firmatarie denunciano la totale assenza di un reale coinvolgimento delle APCSM, chiamate a formulare osservazioni su una materia che investe pienamente il personale militare sanitario — ma con soli sei giorni a disposizione e senza alcuna convocazione preventiva o confronto tecnico.
Questa modalità, affermano USMIA e SAM, impedisce una valutazione seria, completa e responsabile, poiché la documentazione trasmessa è priva degli elementi essenziali per comprendere l’impatto concreto della riforma sul personale in servizio, sulle carriere, sull’ordinamento sanitario e sulla fase transitoria.
Tra i principali aspetti dello schema normativo, non sono chiari:
USMIA Interforze e SAM sottolineano che una riforma di tale portata non può prescindere dal confronto con le sigle rappresentative, poiché incide direttamente sulle prerogative sindacali e sulla vita professionale di migliaia di militari.
Per questo motivo, le associazioni chiedono formalmente:
Le sigle sindacali firmatarie ribadiscono la propria disponibilità a contribuire in modo costruttivo al miglioramento del sistema sanitario militare, nell’interesse esclusivo del personale e dell’efficienza dello strumento Difesa. Tuttavia, qualora non venissero garantite le condizioni minime per un confronto corretto, USMIA Interforze e SAM si riservano di esercitare tutte le prerogative previste dall’Ordinamento nelle sedi istituzionali competenti









